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Il potenziamento dell’offerta formativa in alternanza scuola lavoro trova puntuale riscontro nella legge 13 luglio 2015, n.107 (commi dal 33 al 43), recante il titolo“Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, che ha inserito organicamente il potenziamento del rapporto con il mondo del lavoro nell’offerta formativa di tutti gli indirizzi di studio della scuola secondaria di secondo grado come parte integrante dei percorsi di istruzione. Il ruolo dell’alternanza scuola lavoro nel sistema di istruzione ne esce decisamente rafforzato.

Rispetto al corso di studi prescelto, la legge 107/2015 stabilisce un monte ore obbligatorio per attivare le esperienze di alternanza (almeno 400 ore negli istituti tecnici e professionali e almeno 200 ore nei licei, da svolgersi nel triennio) che dal corrente anno scolastico 2015/16 coinvolgeranno, a partire dalle classi terze, tutti gli studenti del secondo ciclo di istruzione.

Date lenuove modalità di attivazione, le caratteristiche intrinseche del percorso di alternanza scuola lavoro, delineate dalle norme in precedenza emanate, cambiano radicalmente:  il percorso di integrazione con il mondo del lavoro, che le istituzioni scolastiche avevano il compito di attivare in risposta alle domande individuali di formazione degli allievi, viene inserito all’interno del curricolo scolastico e diventa componente strutturale della formazione“al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti”.

Finalità

All’interno del sistema educativo del nostro paese l’alternanza scuola lavoro è stata proposta come modello didattico per:

a.    attuare modalità di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed   educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l'esperienza pratica;

b.    arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l'acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro;

c.    favorire l'orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali;

d.    realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile, che consenta la partecipazione attiva dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, nei processi formativi;

e.    correlare l'offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.

Attraverso il modello dell’alternanza scuola lavoro si valorizzano pluralità e approcci diversi all’apprendimento. Il mondo della scuola e quello dell’impresa/struttura ospitante non sono più considerati come realtà separate bensì integrate tra loro, consapevoli che, per uno sviluppo coerente e integrale della persona, è importante ampliare e diversificare i luoghi, le modalità ed i tempi dell’apprendimento.

Il modello dell’alternanza scuola lavoro intende non solo superare la separazione tra momento formativo ed operativo, ma si pone l’obiettivo più incisivo di accrescere la motivazione allo studio e di guidare i giovani nella scoperta delle vocazioni personali, degli interessi e degli stili di apprendimento individuali, arricchendo la formazione scolastica con l’acquisizione di competenze maturate “sul campo”. Tale ampliamento ed arricchimento formativo garantisce un vantaggio competitivo rispetto a studenti che circoscrivessero la propria formazione al solo contesto teorico, poiché offre nuovi stimoli all’apprendimento e costituisce valore aggiunto per la persona.

L’autonomia delle istituzioni scolastiche può trovare nei percorsi di alternanza una delle sue espressioni più concrete. Le esperienze condotte dalle scuole dimostrano la importanza di ricercare, progettare e realizzare relazioni organiche di collaborazione tra scuola e mondo del lavoro. Tale collegamento, fortemente garantito dall’appartenenza dell’istituzione scolastica ad apposite reti, trova il naturale sviluppo nell’ambito dei Poli tecnico professionali, che connettono funzionalmente i soggetti della filiera formativa con le imprese della filiera produttiva; attraverso i soggetti che ne fanno parte, i Poli garantiscono il presidio dei percorsi.

Ove l’istituzione scolastica non trovi collocazione in una logica di rete o in un Polo tecnico professionale, avrà il compito di costruire i legami e le collaborazioni con altre scuole e con le strutture produttive del territorio, stipulando in autonomia i necessari accordi per costruire partenariati stabili ed efficaci.

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